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Conferenza LA FAMIGLIA: EDUCAZIONE E BENESSERE
San Pietro in Casale (BO) 5 ottobre 2019

  

REPORT DELLA CONFERENZA:

“LA FAMIGLIA: EDUCAZIONE E BENESSERE”

San Pietro in Casale, 5 ottobre 2019

VIDEO

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Si è svolta sabato 5 ottobre 2019 al Centro Civico Culturale di San Pietro in Casale (BO) la conferenza sul tema “LA FAMIGLIA: EDUCAZIONE E BENESSERE”.

Hanno partecipato circa trenta persone.

Il conduttore Stefano Stefani, Presidente dell’UPF Bologna ha introdotto la prima relatrice, la dott.ssa Julia F. Clancy, docente di inglese all’università di Bologna che come fondatrice dell’associazione no-profit FRANCESCA CENTRE ha presentato l’attività dell’associazione. Psicologi, avvocati, giudici, giuristi assistono le persone che hanno subito violenza fisica o interiore, per tutelarle affinché possano recuperare la loro dignità. Ogni persona è portatrice di valori e la famiglia può essere portatrice di gioia, oltre che a esperienze purtroppo di sofferenza. E’ importante che le persone sentano la loro dignità, in pace ed equilibrio con loro stesse. La famiglia infonde un senso di amore e unità che consente di essere accettati e riconosciuti per quello che si è. Come genitore occorre darsi delle priorità.: autorevolezza, rispetto, gentilezza, onestà, responsabilità, autonomia e occorre vivere in accordo a questi valori che sono nutriti con l’esempio e trasmessi con la pratica.

La seconda relatrice, la Dott.ssa Antonella Cioccariello che lavora da 15 anni nelle consulenze familiari dell’UCIPEM, ha iniziato presentando la storia dei consultori familiari, che lavorano su situazioni del momento, con un approccio socio-educativo con ascolto attento e partecipato e con un accoglienza incondizionata riguardo a qualunque situazione che le persone o le coppie portano loro, conducendo le persone ad aprirsi e guidandole verso una vita “piena”. Solo se siamo in pace con noi stessi, possiamo essere in pace con gli altri. Nel consultorio si aiutano le persone a esplorare se stesse e ad aiutarle a riconoscere i loro sentimenti ed emozioni, per essere in grado di far fronte ai loro problemi, stando a loro fianco. Vi è anche una serie di figure professionali che aiutano il consulente: psicologi, psichiatri, avvocati, logopedisti, operatori olistici; questa è la forza del consultorio. L’80% delle coppie che accettano di fare un percorso di coppia a causa di disarmonie, non si separano, perché dedicano il loro tempo prezioso per osservare, prestare cura a quello che dicono e fanno, per rimettersi in gioco con l’aiuto del consulente familiare che li sostiene, facilita e decodifica. Accanto alla consulenza c’è la mediazione familiare: le coppie che hanno deciso di separarsi e che hanno figli. Si lavora con il mediatore familiare e l’avvocato per attutire i conflitti tra i coniugi per evitare che i figli diventano gli strumenti della rabbia della moglie o del marito. Il consultorio è uno spazio di libertà, nelle fasi di crisi profonda c’è bisogno di sostare un po’. C’è bisogno di fermarsi, trovare un luogo per riscoprire il cammino della vita familiare; è una casa di amore e libertà, una porta aperta dove le persone non si sentono sole, ma agiscano per rialzarsi e proseguire il cammino. Nelle giovani coppie del mondo moderno le difficoltà maggiori sono quelle di passare dall’amore romantico all’amore che si costruisce e ciò richiede impegno, con a volte convivenze molto conflittuali. I rapporti tra generazioni con i genitori e i nonni: abbiamo genitori adulti con molta fragilità e immaturità. In questa realtà i genitori assomigliano molto ai figli. Un’altra difficoltà è quella della comunicazione. Non è facile, ma ne vale la pena. Le persone capiscono che le difficoltà si possono affrontare.

La dott.ssa Silvana Sandri, terza relatrice che lavora come insegnante nelle scuole elementari, psicopedagogista e nel consultorio familiare, ha parlato della comunicazione. Comunicare, nel significato della desinenza della sua parola “care” significa prendersi cura, avere a cuore. Nella radice, “comune” significa portare fuori, scambiare, provvedere, muoversi, scorrere e questa ricerca e consapevolezza appartiene a tutti e a tutto l’universo. Tutto è interconnesso e ogni fenomeno dell’universo influenza un altro, come si può vedere a livello elettromagnetico nella fisica quantistica. Tutti siamo armonicamente connessi. Anche nel mondo vegetale si può dimostrare che le piante hanno emozioni. Anche gli esseri umani hanno comportamenti differenti. Solo il 7% della comunicazione umana avviene per linguaggio. Tutto il resto: il comportamento, l’atteggiamento e il tono di voce che non sono verbali, sono molto importanti. Dobbiamo rendere quindi il linguaggio in sintonia con il modo in cui veicoliamo le cose che abbiamo da dire. Non comunicare è impossibile: la comunicazione è uno scambio continuo, anche quando non si parla. Dobbiamo stabilire una base di comunicazione efficace, senza fretta, nel momento giusto, in un ambiente appropriato. Dobbiamo anche superare i pregiudizi, gli argomenti difficili; quindi abbiamo degli ostacoli. Le fondamenta per una buona comunicazione è quando c’è un ambiente appropriato, si prende il tempo giusto e non pochi secondi. L’ascolto è importante. E’ buono porre delle domande: “Hai capito bene, Mi sono spiegato bene? Come ti sembra?” Comunicare senza accuse e giudizi, cercando di focalizzarsi sul problema da risolvere. Il primo luogo della comunicazione efficace è la famiglia, ma se ci sono problemi, occorre aprirsi alla comunità esterna di psicologi, consulenti, amici, colleghi di lavoro, a guide spirituali. Conoscersi, confrontarsi; come coniugi a volte si sbaglia, s’inciampa, come un bambino che inizia a camminare. Prestando cura alla nostra comunicazione, dando la possibilità di migliorare se stessi per trovare la crescita e dare questa stessa possibilità anche all’altro, si può costruire la pace di cui abbiamo bisogno.

Il quarto e ultimo relatore, Carlo Zonato, Presidente di UPF (Universal Peace Federation) Italia ha presentato questa federazione, in particolare la passione e la determinazione dei coniugi Moon alla costruzione della pace. La famiglia è l’anello di congiunzione tra il singolo e l’insieme: ognuno ha bisogno di relazioni. Per la costruzione della pace c’è la necessità che la famiglia possa essere il fulcro centrale della costruzione della società. I valori centrali di tutte le persone derivano dalla genitorialità originale del Creatore che ha costruito l’universo in dualità: mascolinità e femminilità e natura interiore e forma esteriore. Questa dualità è espressione della genitorialità. Anche noi quindi abbiamo una genitorialità che abbiamo perso. Ogni bambino ha bisogno di una genitorialità. Tutti le religioni parlano di questi valori fondamentali che sono uniformi. Tutti le fedi parlano della volontà di Dio e di quella degli uomini, l’uomo è dotato di libertà e di responsabilità e della capacità di rispondere a un progetto comune. Ogni famiglia è un importante mattone per costruire un legame sociale. In una famiglia, con la comprensione, la capacità di ascolto e di rispetto si costruisce la maturità di cuore e di carattere. E’ una palestra del cuore, il quotidiano che allena i nostri cuori. Non possiamo giudicare gli altri, non siamo in grado di farlo, ma abbiamo insito un desiderio di pace. Lavoriamo insieme per costruire rete, ecco lo scopo della IAPP (Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace) e IAPD (Associazione Internazionale per la Pace e lo Sviluppo), recentemente inaugurate dalla UPF.
 

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RELATORI





 

Conferenza "La Famiglia: base comune di tutte le religioni"

11 novembre 2018 Hotel Europa, Bologna
   

Si è svolta a Bologna la Conferenza pubblica di Dialogo Interreligioso sul tema: La Famiglia: base comune di tutte le Religioni, con la partecipazione di 36 ospiti.

Dopo il breve discorso introduttivo del conduttore e Presidente della UPF Bologna, il sig. Stefani Stefano, ha preso la parola l’Imam Ataul Wasih Tariq, vicepresidente nazionale dell’Ahmadiyya Muslim Jama’at che ha espresso diversi concetti sulla famiglia tratti dal Corano: un credente non può comprendere Dio se non attraverso un rapporto affettuoso e di tenerezza con una donna, la donna è sacra ed è la prova dell’esistenza di Dio. Il musulmano deve curarsi dell’educazione dei figli che sono il futuro, prendersi cura e servire i propri genitori; purtroppo oggi si sottolineano solo i diritti, ma non le responsabilità.

La seconda relatrice, la Dott.ssa Silvia Guetta, del Dipartimento di Educazione e Psicologia di Firenze, Membro IHRA, Membro del Consiglio Direttivo del Centro per l’Unesco di Firenze e Mediatrice del Metodo Feuerstein Standard Base di Arricchimento Strumentale di origine ebraica, ha messo enfasi che sul discorso della famiglia poggia tutto l’ebraismo. L’uomo e la donna sono stati creati insieme per essere il nucleo complementare: il popolo ebraico parte dalla famiglia. La stessa genealogia di ogni persona: “Figlio di…” , espressa nella Bibbia, esprime l’importanza del passaggio generazionale. Ecco perché il Quinto comandamento: “Onora il padre e la madre” è così importante, per riscoprire gli affetti, il benessere e la condivisione nella famiglia. I genitori devono insegnare attraverso il dialogo, anche schietto. Nella famiglia si apprende mentre si fa: nelle feste ebraiche, nell’importanza dello studio. Anche i bambini che erano nei campi di concentramento, se erano con i loro genitori, non perdevano un giorno di studio, pur sapendo che il giorno dopo sarebbero potuti morire.

Il terzo e ultimo relatore, Carlo Zonato, Presidente Nazionale della UPF (Universal Peace Federation) ha enfatizzato che la missione di questa federazione è di porre la famiglia con Dio al centro, perché tutte le fedi mettono in evidenza che l’umanità si è scollegata da Dio ed è rimasta orfana e l’armonia delle fedi è un’assonanza comune di cooperazione. La famiglia è l’anello fondamentale per ricostruire la pace perché è una scuola d’amore. La famiglia è responsabilità espressa nelle tre benedizioni famose “Crescete, moltiplicatevi e dominate la terra” Con la libertà che deriva dalla pratica di questo comandamento, possiamo trovare risposta ai problemi mondiali.

Dopo le relazioni vi è stata la consueta foto di gruppo.

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Conferenza Pubblica: “La Famiglia: Educazione e Benessere”
Hotel Europa,  Bologna - Domenica 10 settembre 2017

VIDEO DELL'EVENTO






 
Si è svolta domenica 10 settembre 2017 la conferenza pubblica “La Famiglia: Educazione e Benessere” presso l’Hotel Europa, con la partecipazione di circa 30 persone.
L’evento ha avuto due importanti relatori a livello nazionale: il primo, Carlo Zonato, Presidente dell’UPF- Italia (Universal Peace Federation)  ha parlato inizialmente con l’ausilio di audiovisivi, delle attività che la UPF sta svolgendo a livello nazionale e internazionale per la costruzione della pace. Ha poi continuato a illustrare il valore della famiglia, il punto focale per costruire la pace, necessaria per cambiare le terribili situazioni e conflitti che stiamo assistendo. E’ necessaria una visione globale che possa dare una risposta alle questioni di oggi, che possa riprendere il disegno originale che il nostro Creatore, come Genitore, ha avuto quando ha creato il cosmo intero. Ci vuole dialogo, ma anche operare insieme, poiché l’essenza di ogni fede è simile, i punti essenziali  comuni sono molteplici. Anche per quanto riguarda le scienze vi sono punti importanti che sono analoghi. Si, abbiamo bisogno di cose materiali, ma sono necessari i valori spirituali, la vita deve essere dedicata all’altruismo. Questa pratica inizia dalla famiglia, occorre che doniamo, invece di aspettare di ricevere e ricollegarci alla nostra Origine. In questo modo possiamo unire le nostre parole e le nostre azioni, in somiglianza al nostro Creatore, in modo libero e responsabile, alla ricerca della gioia e felicità di tutti e rispecchiando le Sue caratteristiche duali di mascolinità e femminilità. La famiglia dovrebbe essere la fabbrica dell’amore e della gioia e dovrebbe avere una dimensione sacra, è la costruzione della maturità del cuore e del carattere di ogni singola persona, la palestra del cuore e quindi l’educazione del cuore diventerà benessere.
Il secondo relatore, Mirko De Carli, co-fondatore del partito del Popolo della Famiglia ha aperto il suo discorso, condividendo questi ideali e illustrando il tentativo di tradurli in campo politico. Ha messo in rilievo l’attacco indiscriminato alla famiglia e il bisogno di tutelarla, anche dal punto di vista politico. Ormai le legislazioni di tutto il mondo hanno reso una dura realtà le pratiche disumane quali l’aborto, l’eutanasia, le unioni civili omosessuali, pratiche che vanno contro la natura antropologica dell’uomo e della famiglia. Occorre ripartire con coraggio affinché nel medio-lungo periodo possiamo praticare un’inversione di tendenza e permettere alle giovani coppie di mettere alla luce figli che saranno la speranza del futuro. Mirko De Carli ha illustrato nei dettagli il processo della mercificazione delle donne attraverso l’utero in affitto, una pratica cui sono ridotte le donne per poter pagare i debiti causati dalla crisi economica. In questo modo si va a mutare l’antropologia umana e vengono vendute queste pratiche  come “le leggi dei nuovi diritti civili” e “conquiste di civiltà”. Ma il diritto civile è per un bambino quello di avere una mamma e un papà, non ce ne sono altri.
A causa di una mancata presa di posizione della classe politica tutta, è nato il partito del Popolo della Famiglia. Non avremo problemi a parlare di punti d’incontro da una prospettiva religiosa. Occorre avere azioni concrete per creare un’inversione di tendenza e ritornare a essere decisivo e conveniente il fatto che una giovane donna e un giovane uomo desiderino unirsi per creare dei figli. Nel periodo subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, in Italia c’è stato un boom economico e le persone anche senza lavoro, poterono con l'aiuto degli USA, con il piano Marshall, prendere coscienza e rendere migliore il loro futuro attraverso il loro impegno e testimonianza. Oggi noi italiani abbiamo il tasso di natalità più basso d’Europa; le famiglie ci sono ma non fanno figli e ci sono continue disgregazioni familiari. Ci vuole un cambio di mentalità e avere un nuovo serbatoio di pensiero. Dobbiamo sostenere la famiglia attraverso il reddito di maternità, per avere un progresso e incentivare i giovani a creare una famiglia. Oggi le donne sono schiave del lavoro, ricattate dal datore di lavoro a non avere figli; questa situazione si supera attraverso lo Stato che può garantire loro un reddito di maternità, compatibile con il bilancio dello stato. Occorre arrestare questa deriva perversa, altrimenti non ci sarà ritorno. Certo, la decisione di mettere al mondo un figlio spetta ai genitori e non allo Stato con un suo sussidio, ma la politica può aiutare a creare le condizioni per sostenere la famiglia. Questo è il momento in cui dobbiamo unire le forze positive che sostengono la famiglia e ripartire dai diritti dell’uomo, impegnandoci in una battaglia di liberazione.

E’ poi seguito un dibattito e la consueta foto di gruppo

 
LA FAMIGLIA, PIETRA ANGOLARE PER  LA     PACE MONDIALE

al Zanhotel Europa, via C. Boldrini 11 Bologna, 16 ottobre 2016    
 

                                                                                                                                                        VIDEO DELL'EVENTO

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Questo è stato il tema importante dell’incontro pubblico che si è tenuto domenica pomeriggio all’elegante Zanhotel Europa di Bologna domenica 16 ottobre 2016. Ha partecipato un pubblico di circa 35 persone composto da famiglie e membri di associazioni del volontariato bolognese

Il sindaco di Bologna ha inviato il suo rappresentante, la Dr.ssa Luisa Guidone, Presidente del Consiglio Comunale di Bologna.

Carlo Zonato, presidente nazionale dell’UPF (Universal Peace Federation) ha ricordato che la famiglia è l’unica istituzione creata naturalmente ed è la scuola d’amore, dove la gente impara ad amare gli altri e a vivere insieme in pace ed anche è il centro di addestramento in cui ci alleniamo a costruire la pace che trasmetteremo al mondo e ha parlato dell’importanza di avere una ricerca e una visione dei valori fondamentali del vero amore. Il secondo relatore, il Dr. Stefano Boschi, psicoterapeuta e ricercatore, ha confermato la stessa visione, parlando dalla  prospettiva della realtà dei problemi di oggi in cui purtroppo la famiglia diventa un luogo di conflitto, in quanto il genitore, come educatore, ha una responsabilità molto gravosa nel trasmettere i valori ai suoi figli e,oltre ai suoi limiti, non è aiutato dalla società in questo compito. Il genitore è sostenuto in questo compito quando in cima alla scala piramidale dei suoi valori non mette i valori economici o il potere, ma  i valori naturali di pace e benessere che partono dal nostro mondo interiore. Ha inoltre evidenziato i difetti dell’educazione scolastica che a volte anch’essa è in conflitto nel trasmettere i valori e le motivazioni genuine per la pace. La terza relatrice Flora Grassivaro, presidente della Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo di Padova, dopo aver illustrato la realtà della sua associazione che opera attraverso le stesse qualità innate  di pace della donna che possono portare a un miglioramento economico e sociale e il lavoro che l’associazione sta svolgendo presso l’ONU, ha parlato dell’impegno della donna nel rafforzare la famiglia, nel difendere i valori anche da quegli aspetti della vita scolastica che non hanno obiettivi validi, nel prendersi cura dei figli distribuendo le risorse in modo equo e solidale, esempio della condivisione anche a livello di nazioni, la visione del ruolo dei genitori per l’educazione dei figli. Il quarto relatore è stato John Mpaliza della R.D.Congo che si è appellato alla comunità internazionale e agli spettatori presenti per risolvere il dramma del genocidio del popolo del suo Paese, impoverito e sfruttato da molti anni a causa del  governo dispotico, in particolare per il traffico illegale di cobalto e di coltan, minerali necessari per i componenti elettronici dei computers. Domenica 23 ottobre John partirà per una marcia per la pace da Reggio Emilia e  che arriverà a Bruxelles l’8 dicembre per sensibilizzare l’opinione pubblica europea. La famiglia non esiste se c’è guerra in un Paese, se viene usato lo stupro delle donne come strumento di guerra


 

Report della Conferenza Pubblica  

“Fede nella Pace – Pace nelle Fedi”

domenica 25 ottobre 2015 -  Bologna

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Si è svolta al Quartiere Pilastro a Bologna la Conferenza Interreligiosa “Fede nella Pace, Pace nelle Fedi”, promossa dalla UPF (Universal Peace Federation) – Bologna, in collaborazione con la Comunità Islamica di Bologna e la Federazione delle Famiglie per l’Unità e la Pace nel Mondo, con la presenza di circa 35 partecipanti.

VIDEO DELL'EVENTO

La conferenza è stata promossa perché attraverso l’incontro e la condivisione dei rappresentanti di ogni religione, si vogliono abbattere le barriere e i pregiudizi che ogni religione ha verso le altre. In questo modo è possibile confrontare l’odio,  il terrorismo e la bigotteria religiosa e  favorire e promuovere la pace nel mondo.

Il primo relatore, il Dr. Yassine Lafram, Presidente della Comunità Islamica a Bologna, dopo aver presentato la realtà dei circa 20-25.000 immigrati islamici che vivono a Bologna e illustrato la necessità di interagire con la società civile bolognese, ha parlato del fatto che anche se tutte le religioni parlano di pace, ci sono tanti problemi nel mondo causati dall’uomo. Anche se vi è uno straordinario progresso economico, scientifico e tecnologico, nello stesso tempo, l’uomo è capace di distruggere, annientare, uccidere e sterminare, commettere atrocità disumane, non solo in passato, ma anche nella situazione attuale, negli avvenimenti che vediamo tutti i giorni alla televisione. Le dispute per il controllo del petrolio sono camuffate dalle diatribe religiose. Per esempio, parliamo dell’Isis: sembra quasi, a sentire i mezzi d’informazione, che il mondo debba combattere la religione islamica, ma la realtà è che si tratta un gruppo di poche decine di migliaia di persone che vuole accaparrarsi il petrolio per poi rivendercelo, che pratica i sequestri di persona per ottenere riscatti o che controlla il mercato nero dei  reperti archeologici. D’altra parte non possiamo pensare, dice il Dr. Yassine, che i due milioni di musulmani che vivono in Italia siano tutti terroristi; possiamo anzi dire che i 5 milioni di immigrati italiani contribuiscono al PIL italiano con l’11%, che mantengono in attivo il bilancio dell’INPS dal 2011 in poi con un gettito fiscale impressionante. Vi sono delle discriminazioni che a volte gli immigrati devono subire a causa di pregiudizi diffusi; il Dr. Yassine ha ricordato il grande sforzo e sacrificio che gli individui e le famiglie di fede islamica stanno investendo in Italia e che il problema vero siamo noi, per riscoprire la pace dobbiamo essere in pace con noi stessi, in quanto i testi sacri di ogni religione sono simili e parlano di pace e dobbiamo recuperarla per trasmettere pace agli altri. E’ che non vogliamo ammetterlo e assumerci le nostre responsabilità. La riscoperta della nostra dimensione umana, del nostro valore, sicuramente ci aiuterà: Ecco il valore della religione che proviene da Dio che è pace.

Angelo Chirulli, presidente della Federazione delle Famiglie per l’Unità e la Pace nel Mondo del Triveneto, ha ricordato che Dio è il Dio di tutte le religioni. Se l’uomo avesse realizzato all’inizio una famiglia ideale, se non ci fossero state le divisioni fra i popoli e razze, di cui la maggior parte delle religioni parla, questo distacco fra l’uomo e Dio non ci sarebbe stato, le religioni stesse non sarebbero esistite; è quindi d’accordo con il Dr. Lafram, che i problemi non provengono da Dio, ma iniziano dal fallimento della realizzazione della responsabilità umana. La famiglia è la cellula di un mondo di Pace. In essa si possono sperimentare tanti aspetti dell’amore: quello filiale, di fratellanza, coniugale e di genitore; è soprattutto una scuola di vita. Ecco l’importanza delle nostre relazioni armoniche di dare e avere che creano la forza per l’esistenza, l’azione e la moltiplicazione della vita, l’importanza della purezza prima del matrimonio e della fedeltà coniugale, allo scopo di far sì che il nostro Genitore Celeste diventi parte integrante della nostra vita.  In questo modo possiamo manifestare quest’ amore alla nostra famiglia e alle persone vicino a noi. In questo tipo di atmosfera, non ci possono essere problemi di droga, alcool, disgregazione familiare o altri.

Carlo Zonato,  Presidente di UPF Italia ha esortato ad avere fede nella pace, perché il primo essere che ha creato per la pace è il nostro Genitore Celeste, colui che ha creato questo progetto, che ha dato vita all’universo con le sue leggi e per questo è il primo essere che desidera la pace. Quindi, si tratta di avere fiducia in Dio, perché, come Genitore, Dio è in pace quando i Suoi figli sono in pace. Ora sicuramente non è in pace. Carlo Zonato ha illustrato l’importanza delle nostre buone azioni positive che, come cibo del nostro spirito, sono le buone azioni quotidiane di ogni giorno. E’ sempre il solito concetto: siamo noi che realizziamo la pace, la nostra capacità di rispondere con le nostre azioni ci rende veramente liberi. C’è stato un allontanamento dell’uomo da Dio nella prima famiglia umana ed è sorta una natura egoista e per risolvere il problema, dobbiamo percorrere il sentiero inverso di restaurazione dell’ideale originale. Tutti i Testi Sacri delle  fedi affermano le identiche cose, anche se i linguaggi sono diversi. E’ stata l’illuminazione di Dio nella storia. Ma è necessario recuperare il senso delle religioni. Un’attività principale dell’UPF è di portare insieme i rappresentanti di ciascuna religione, affinchè possano, di fronte a una disgregazione sociale così ampia, essere un esempio di dialogo e cooperazione per restaurare la speranza, la pace e felicità. A tal scopo si vuole, fra i tanti progetti, quello di  promuovere, all’interno delle Nazioni Unite, la costituzione di un consiglio interreligioso.

E’ seguita la nomina di Ambasciatore di Pace al Dr. Yassine Lafram, per la sua attività fervente rivolta al dialogo interreligioso, per i diritti umani e in particolare verso gli immigrati che vivono in Italia.

Al termine dell’evento è stato offerto un gradevole rinfresco.

          

PEACE ROAD A PADOVA  2015

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Un impegno concreto per fare la differenza. Insieme per ridisegnare il mondo, per una pace sotto un unico cielo.

L’iniziativa è stata un invito ad unire le persone che desiderano operare per il bene della società promuovendo il valore della famiglia, del dialogo interculturale e interreligioso. Dal Capo di Buona Speranza a Santiago, da Londra a New York, da Seul a Padova. Collegandosi idealmente al progetto internazionale, ha preso vita un cammino di pace, attorno all’anello pattinabile della grande piazza, a cui hanno aderito per un totale di oltre 300 partecipanti. Un corteo variegato, composto da persone di tutte le età, e tante famiglie con bambini.

La manifestazione, assolutamente apartitica, è parte della “PEACE ROAD 2015” mondiale che coinvolge 120 nazioni e vede la partecipazione di persone che desiderano essere parte attiva per un cambiamento positivo nel mondo.

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All’evento, patrocinato dal Comune di Padova, si sono intervallati i discorsi delle varie organizzazioni partecipanti. Sullo striscione principale campeggiava lo slogan “Italia, Ponte di Pace, per costruire insieme un futuro migliore!”. Perché la pace non si basa solo sulle parole, ma anche su azioni e gesti concreti come il sentirsi co-responsabili del proprio destino e del destino degli altri popoli, promuovendo valori universali quali la lealtà, la solidarietà e l’altruismo.

All’appello hanno partecipato famiglie di diverse nazionalità che, con bandiere, stendardi e striscioni hanno manifestato il desiderio di impegnarsi per un mondo migliore. Le organizzazioni promotrici oltre alla Federazione delle Famiglie per la Pace Mondiale e l'Unificazionismo (FFPMU) sono la Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo (WFWP) e l'Universal Peace Federation (UPF), tutte ONG all'ONU attive da più di vent'anni nella promozione della pace. Co-promotori anche le associazioni CARP (Collegiate Association for the Research of Principles) e IRFF Onlus, organizzazione che si occupa di spedizioni umanitarie in Moldavia con progetti di adozione a distanza.

Al termine della manifestazione tutti i partecipanti hanno posto la loro firma su un poster con la mappa della Peace Road mondiale. Essenziale è l’impegno concreto, spinto da azioni positive che possono davvero essere fonte di cambiamento e fare la differenza. Un mondo in cui le nuove generazioni, motivate da gesti costruttivi, possono imparare il vero valore dell’amore e della fratellanza. La vera pace inizia in ogni casa. E’ dal nucleo familiare che parte la trasmissione dei valori e quindi la formazione della morale. Il dialogo nella coppia, tra genitori e figli, tra nonni e nipoti è fondamentale, anzi quasi la pietra miliare per superare ogni crisi. Quest’esperienza così toccante e profonda è solo il primo passo di un progetto comune, per agire in rete con coscienza e responsabilità.

 

Conferenza Pubblica
“Il Valore della Famiglia”  

Bologna, 27-10- 2014

 

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Si è svolta, presso il Centro Sportivo “Sandro Pertini” al quartiere Savena di Bologna, la conferenza sul tema “Il Valore della Famiglia” un evento della rassegna provinciale “Segnali di Pace” della Provincia di Bologna che si svolge nel mese di ottobre di tutti gli anni e  a cui hanno partecipato circa una trentina di persone. 

L’evento si è sviluppato seguendo due filoni. Il primo, di natura prevalentemente tecnica e pratica. La Dott.ssa Cristina Toso, che è stata consigliere del Comune di Padova per lungo tempo ed è presidentessa dell’Associazione Atelier delle Idee, una associazione femminile che tutela le leggi che riguardano le donne, ed anche Membro dell’Assemblea del CUAMM, ha dato il titolo del suo intervento: “Le politiche odierne e la disgregazione delle famiglie”, parlando della necessità e dell’importanza di tutelare le giovani coppie all’'inizio della loro vita familiare. La domanda è: “Il nostro Paese promuove il ruolo della mamma nella nostra famiglia e permette in questo tempo così particolare di offrire servizi adeguati, per esempio la costruzione o l’affitto delle case attraverso l’ausilio di politiche abitative più favorevoli, anche dal punto di vista economico?” Anche in relazione con la nostra Costituzione, si vedono delle mancanze. La casa è, infatti, il posto dove si vive insieme, dove nascono i figli e dove li si educano e, contrariamente agli altri stati europei,  il costo dell’affitto di un appartamento incide moltissimo nell’economia di una famiglia e le famiglie in affitto sono molto di più di quelli che i dati ISTAT ci dicono. Questo costringe le famiglie a vivere in promiscuità all'’interno di uno spazio abitativo troppo piccolo e non permette la costruzione di quell'intimità necessaria per le proprie relazioni familiari. I tagli economici hanno anche eliminato le comunità montane, che sono gli istituti pubblici che permettevano il coordinamento dei servizi di sicurezza, istruzione, casa, ecc dei cittadini dei comuni montani. In questo momento di frammentazione sociale, di perdita dei valori, sono cadute anche le risorse economiche e umane e di relazione, che sono necessarie per far fronte a problemi così importanti. 

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Angelo Chirulli,   Presidente della Federazione delle Famiglie   per l'Unità  e la Pace nel Mondo nel Triveneto ha condotto  la seconda parte, più interiore e spirituale, in cui attraverso diapositive ha messo in risalto la visione positiva della Federazione delle Famiglie, quella che porta a creare delle relazioni ideali all’interno del nucleo familiare, che deve essere il terreno fertile per la crescita del nostro carattere, attraverso le relazioni marito-moglie, genitori e figli, nonni e nipoti.  Fra le diverse vicende ha raccontato un'esperienza vissuta di come lui, di professione edicolante ha avuto l’idea di affiggere nel frontespizio della sua vetrina “la frase del giorno”, un pensiero d’ispirazione positiva per la giornata per le persone che passano davanti all’'edicola. Negli ultimi tempi aveva conosciuto un bambino di dieci anni che spesso comprava da lui giochi e riviste, anche costose, grazie ai soldi che gli davano i suoi genitori, ambedue avvocati. Un giorno, pero, Angelo lo aveva visto veramente triste e gli ha chiesto che cos'era successo che lo rendeva in quel modo. Il bambino gli rispose: “Mi sento solo, perché i genitori non hanno mai tempo per me”. Allora Angelo ebbe l’ispirazione di scrivere il giorno dopo nel suo biglietto: “Pensate al sentimento di un bambino di dieci anni, i cui genitori non hanno mai tempo da dedicargli”. Cosa curiosa, molte persone via via si fermarono a leggere quella frase, e fra queste c’era anche il papà di questo bambino infelice. Questo papà, amico di Angelo, dopo aver letto la frase, ha detto ad Angelo: “Sai Angelo, anch’io ho un bambino di quell'età e forse dovrei dedicargli più tempo….”  Grazie al cambiamento del genitore, in seguito anche il bambino è diventato  più contento e sereno. 

L’evento si è concluso con una serie di domande e risposte e un gradevole rinfresco


        AFRICA DAY 2014

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Si è svolta a Bologna, al Centro Sportivo Pertini (Quartiere Savena) la commemorazione annuale dell’”Africa Day”, ricordando il giorno storico ufficiale in cui 30 Capi di Stato delle nazioni africane indipendenti si sono riuniti ad Addis Abeba, Etiopia per celebrare la liberazione dell’Africa dai paesi colonizzatori, da logiche opprimenti, da limitazioni al diritto dell’autodeterminazione, da sfruttamento umano e da appropriazione illecita e violenta di risorse che invece appartengono a questo continente.
Il titolo della conferenza è stato: 

Pace e Sviluppo Geopolitico nell’Africa Subsahariana”
Stefano Stefani, responsabile della UPF Bologna, ha ricordato la realtà dell’Africa: anche se questo continente è il più ricco del mondo per quanto riguarda le risorse minerali: oro, diamanti, argento, rame, carbone, ferro, fosfati, petrolio, bauxite, coltan, ecc… e per la vastità e potenzialità del suolo, la realtà è che purtroppo l’Africa ha tanti problemi: povertà, sottosviluppo, malattie infettive dovute all’azione di batteri e virus, malattie parassitarie dovute a pidocchi, zanzare e vermi e malattie causate da carenza alimentare, come qualità e quantità insufficiente di cibo che porta alla malnutrizione e alla morte. In questa situazione, le donne e i bambini sono in difficoltà con problemi di analfabetismo e i bambini sono spesso costretti al lavoro minorile

Il primo relatore è stato John Mpaliza (“Peace Walking Man”), nato a Bukavu, nella regione di Kivu, R. D. Congo, specializzato in informatica all’Università di Parma, John vive a Reggio Emilia ed è in Italia da 21 anni. Ha 44 anni, ha studiato e poi lavorato fino a poco tempo fa, quando ha deciso di smettere per impegnarsi a tempo pieno a contribuire a realizzare la pace nella R.D. Congo. Per John Mpaliza, è molto importante sapere come si viveva anticamente in Africa. Sappiamo che i confini dell’Africa, e in particolare del Congo, sono stati disegnati a tavolino nella Conferenza di Berlino nel 1885, ma l’Africa è il contrario di quello che raccontano oggi, dei confini politici. Si può disegnare invece una mappa delle immense risorse dell’Africa! Non c’è pezzo di terra dell’Africa che non abbia qualcosa (caffè, cotone, cacao, the, gomma, olio…).

Un fattore sociale importantissimo è che l’Africa è basata sulla donna! E’ lei che regge la famiglia ed è il volano della società africana.
Con il progetto “My feet for Peace”, John ogni anno ha camminato in Italia e in Europa per denunciare il dramma che vive il popolo congolese, camminando per la pace, la giustizia e per un vero stato di diritto. Secondo un rapporto ONU si calcola che tra il 1998 e il 2003 la guerra in Congo abbia causato tra i 5 e i 6 milioni di morti ed oggi si stima che le vittime siano salite a 7 milioni! Per non contare gli stupri di guerra, ed altre attività criminali.
In Congo c’è veramente di tutto e se non c’è pace è anche per questo motivo, perché le multinazionali straniere, i governi esteri e i ricchi privati attraverso il “land grabbing” (accaparramento della terra) vogliono arricchirsi ai danni dei congolesi. John ha poi chiesto al pubblico chi non avesse un telefono cellulare. L’unico che ha alzato la mano era un bambino che essendo piccolo… è giusto che ancora non l’abbia. John ci ha quindi detto che in tutti i telefoni cellulari delle nuove generazioni, vi è un minerale chiamato Coltan che serve ad ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei micro-chips di ultimissima generazione, dove il problema più difficile da risolvere è quello della durata delle batterie! Questo minerale è quindi usato ovunque! Il col-tan (columbite-tantalite) è spesso lavorato in Congo anche da parte di bambini ed è un materiale leggermente radioattivo, quindi pericolosissimo. 

John ha raccontato anche che per bloccare un dittatore, non occorre fargli la guerra ma basterebbe bloccare i suoi soldi, depositati nelle banche europee. Questo però spesso non si fa, perché ci sono degli interessi economici a mantenere lo status quo.

Durante tutte le diverse sessioni John ci ha allietato con la sua chitarra, cantando canzoni di pace e armonia. 

In quest’occasione ha ricevuto la nomina di Ambasciatore di Pace per il lavoro svolto a favore dell’avanzamento del popolo della R. D. Congo.
Il secondo relatore è stato il mediatore interculturale del Senegal e Ambasciatore di Pace, Joseph Wallace. Joseph, che vive in Italia da 30 anni, lavora come caposquadra presso un appalto ferroviario a Bologna. Oltre a parlare della storia dell’Africa Subsahariana, ha espresso una riflessione sul concetto di Pace, sul perché essa non potrà esserci finché non cesserà la povertà, finché la donna non acquisterà più valore e ha incoraggiato a non vedere solo le difficoltà da affrontare, bensì considerare queste come fonte e strumento di crescita personale e collettiva.
Il terzo e ultimo relatore, Carlo Zonato, Presidente Nazionale dell’UPF, ha concluso con una nota positiva l’evento, illustrando la visione dell’ ideale dell’UPF, cioè un’alleanza di individui dedicati a costruire un mondo di pace, libertà, amore, cooperazione e prosperità, a riflesso dell’armonia del nostro Creatore, attraverso una crescita interiore individuale e familiare.


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